In Argentina, nella provincia di Chubut, vento e siccità hanno scatenato gli incendi che da giorni devastano la zona.
Nell’area del Parco Nazionale Los Alerces e di Puerto Patriada sono andati in fumo più di 35.000 ettari di foresta. Impegnati in questa emergenza più di 600 vigili del fuoco e altro personale di supporto.
Il Parco Nazionale Los Alerces, creato nel 1937, dal 2017 è nella lista dei patrimoni dell’Umanità Unesco: al suo interno ci sono paesaggi tra i più belli dell’intera Argentina.
Eranato espressamente per la protezione e la conservazione dei boschi di Fitzroya cupressoides, uno degli alberi più longevi del pianeta ed in pericolo di estinzione.
“La sua area protetta è un rifugio per molte specie di mammiferi in pericolo come il pudu comune (Pudu puda), il felide Oncifelis guigna, la lontra di fiume meridionale (Lontra provocax) e, principalmente, il cervo andino (Hippocamelus bisulcus). Questo cervo della Patagonia si può osservare sul Cerro Riscoso, dichiarata zona critica per la conservazione della specie.
Nell’area del Parco nidificano molte specie di uccelli tra cui la vulnerabile colomba araucana (Patagioenas araucana), lo Scelorchilus rubecula, il Campephilus magellanicus, il Colaptes pitius, il Glaucidium nanum ed il Turdus falcklandii“, da Wikipedia.
In tutta l’Argentina il cavallo è un compagno quotidiano indispensabile per muoversi nei grandi spazi naturali.
Come nel caso di quest’uomo, sconsolato, grigio e triste come gli alberi bruciati dietro le sue spalle.
Lucido e composto il suo cavallo, il cane (un Border Collie) approfitta della sosta per riposarsi alla sua ombra.
Chi ha tempo non aspetti tempo, nemmeno per riposare un po’.
Qui un articolo sugli incendi che hanno devastato il Texas nel 2024

























